A cura della Redazione
COACHING: Un metodo innovativo al servizio delle persone e delle aziende.
Negli ultimi anni si sente spesso parlare (e a volte sparlare) di Coaching. E’ utile o no? Serve o non serve? E’ solo motivazione? I coach sono dei guru o dei professionisti?
Vediamo nel concreto cosa è effettivamente il Coaching.
Per iniziare a inquadrare il Coaching come metodo è utile partire dalla sua definizione più
recente e moderna: il Coaching è una metodologia processuale-relazionale, una partnership operativa tra un Coach ed il suo Cliente (o Coachee) focalizzata sul “fare” e che si concentra essenzialmente su:
– sostenere il cliente in un progetto di sviluppo, di cambiamento e miglioramento;
– accompagnare il Cliente stesso in un programma motivazionale e di realizzazione progettuale, caratterizzato da una relazione efficace fondata sull’ alleanza e sullo sviluppo delle potenzialità.
Quella che viene definita “relazione” di Coaching, è basata principalmente su:
– individuare degli obiettivi specifici
– sviluppare piani d’azione per conseguirli
– creatività ed ottimismo per raggiungere il futuro desiderato dal cliente.
Il Coaching, come metodo e per sua stessa matrice culturale tende a concentrarsi più su “come” si fanno le cose piuttosto del “cosa” si fa.
Sir John Withmore (uno dei padri fondatori del coaching moderno) lo descrive in modo molto esaustivo con questa semplice frase:
“Accompagnare le persone verso il massimo rendimento attraverso un processo autonomo di apprendimento”
Degne di nota sono le parole “processo autonomo”, il che fa capire che il Coaching non è consulenza o formazione. Il metodo, secondo Whitmore è fondato su una serie di competenze e conoscenze tra le quali spiccano le competenze relazionali, la comunicazione efficace, la creatività e lo sviluppo delle potenzialità. Quindi, l’attività di Coaching può essere riconosciuta come una relazione fondata su un’opera intellettuale, un’attività che può attingere la sua tecnica dalla maieutica socratica ovvero pratica e metodo della filosofia socratica che prevede, attraverso il dialogo, che l’allievo raggiunga la conoscenza autonomamente.
Ora potrebbe scaturire la seguente domanda: “ma allora, il Coach chi è?”
Il Coach è un professionista debitamente formato che integra le competenze tecniche a quelle comunicative ed empatiche, aiutando il cliente a sviluppare le abilità già possedute e a generare nuove opportunità di crescita e di applicazione, votandosi completamente al cliente. Accompagna quest’ultimo nel suo percorso di cambiamento centrando la relazione sul miglioramento delle performance ed il raggiungimento degli obiettivi. Possiamo tranquillamente affermare che il Coach è un “allenatore di potenzialità”. Un vero Coach professionista non consiglia, non giudica, non moralizza, non demonizza e non prescrive ricette magiche e soprattutto…è coerente con il metodo e le tecniche imparate in continuo ed efficace aggiornamento.
Ai giorni nostri il Coaching viene applicato in diversi ambiti (prestando sempre attenzione ai servizi di “Fuffa Coaching” che si trovano ovunque), ma i tre principali conosciuti sono:
Il Business Coaching: che è un’azione che tende a sostenere un’Azienda sia in un processo di sviluppo, miglioramento e consolidamento, ma anche accompagnarla in un percorso di risanamento. Motivazione, Team Building, Leadership e Gestione dei Conflitti sono alcune attività dove ci si focalizza.
Il Life Coaching: è indicato per le persone che desiderano gestire un periodo di cambiamento; la carriera, le finanze, le relazioni, la comunicazione, il cambiamento, sono tutti temi possibili. Il rapporto con il Coach, che diventa un alleato, diventa un percorso auto-rigenerativo e l’obiettivo è sempre l’auto-realizzazione e la felicità del Cliente.
Lo Sport Coaching: è diretto al mondo degli allenatori, delle squadre e dei singoli atleti, ai dirigenti sportivi e a tutti coloro che appartengono a vario titolo al mondo dello Sport. Si preoccupa appunto di migliorare la motivazione, la determinazione, la concentrazione e gli eventuali problemi di emotività dell’atleta. Si lavora insieme all’atleta, sulla motivazione, sul desiderio di successo, sulla disponibilità al sacrificio, sull’autoefficacia; il senso di squadra, il rapporto con i compagni e lo staff costituiscono, invece, la base di partenza dell’intervento.
…e, udite udite, il metodo di Coaching si può applicare anche su tematiche come la Sicurezza sul Lavoro. Ebbene sì…esiste anche il Safety Coaching, dove i fattori comunicativi, relazionali e motivazionali entrano in modo preponderante.
A conclusione, trovo doveroso dare alcuni consigli utili…precisando che: il Coaching non è psicoterapia, mentoring, counselling, consulenza, corsi di formazione, magia, programmazione neuro-linguistica o esaltazione motivazionale (il classico “Se vuoi, puoi!”). Chi si rivolge a un Coach professionista deve prestare attenzione e fare delle giuste ricerche in merito. E’ già un buon punto di partenza affidarsi a Coach regolarmente iscritti ad una Associazione di Categoria riconosciuta dal Ministero dello Sviluppo Economico e che rispetti le direttive delle Legge nr.4/2013 nella quale lo Stato Italiano riconosce il Coaching come una disciplina professionale regolamentata. Se inoltre il Coach, o l’Associazione, è certificata ai sensi della norma tecnica UNI 111601:2015 diventa un valore aggiunto molto importante.
Diffidare sempre da chi fa promesse di successo garantito o da chi si professa “guru” della crescita personale o aziendale.
“Il miglior consiglio mai ricevuto?
Di avere un Coach!”
(Eric Schmidt – CEO di Google)

