Roberto Dalla Vecchia, i sentimenti che diventano musica

Roberto Dalla Vecchia, i sentimenti che diventano musica

Articolo di Alberto Visonà

Il suono non nasce dalle corde, ma dall’anima.


Tra poco inizierà il concerto, Roberto estrae la chitarra dalla custodia e la imbraccia (verrebbe da dire “l’abbraccia”). Capisci allora che finalmente si è ricongiunto con una parte di se stesso. Movimenti delicati, attenti, precisi e metodici sì, ma affettuosi. L’esibizione non è ancora incominciata, ma già dai preparativi si possono immaginare e quasi percepire le limpide note che da lì a poco voleranno, leggere come petali, fino al cuore dell’ascoltatore.


Quelle mani, le mani di Roberto, danzeranno sulle corde senza superflui e stucchevoli orpelli tecnici, farfalle veloci e quasi impercettibili, le mani di un artista vero, immerso nel piacere della sua musica e nella gratificazione di poterla condividere con i presenti.


In quei momenti il chitarrista di fama internazionale, colui che ha portato la propria melodia oltre oceano, l’artista che in occasione di festival importanti in Europa e negli Stati Uniti si è pregiato di condividere il palco con Tommy Emmanuel, Beppe Gambetta, Massimo Varini, Jacques Stotzem e altri ancora, è solo un musicista, felice, con il suo strumento.


Un Maestro, un orgoglio per Vicenza, un Artista unico.


www.robertodallavecchia.com

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