GaudeaMus! il Museo della Goliardia patavina.

GaudeaMus! il Museo della Goliardia patavina.

Un allestimento unico nel suo genere, per ripercorrere la storia dell’Ateneo e dei suoi studenti.

Il Museo della Goliardia, noto come GaudeaMUS!, è situato all’interno di Palazzo del Bo a Padova, nell’atrio antistante lo storico bar. Questo museo celebra la ricca tradizione goliardica dell’Università di Padova, mettendo in mostra circa 350 oggetti tra vestiti, feluche e documenti che illustrano la storia e i valori della comunità studentesca patavina. L’esposizione è organizzata in 12 vetrine tematiche che coprono vari aspetti della cultura goliardica, dalla musica alle tradizioni secolari. L’ingresso è gratuito, offrendo a tutti l’opportunità di immergersi nello spirito e nelle tradizioni degli studenti padovani. La goliardia all’Università di Padova ha una storia lunga e radicata, risalente al Medioevo. Padova è stata uno dei centri principali della tradizione goliardica in Italia, grazie alla sua antica università, fondata nel 1222, e alla sua storica indipendenza culturale e accademica.La goliardia nasce come un movimento studentesco caratterizzato da spirito di libertà, satira e fratellanza. Gli studenti, spesso in contrasto con le autorità accademiche e cittadine, si organizzavano in gruppi che celebravano la cultura, la festa e l’ironia dissacrante. Questa tradizione ha forti legami con le antiche confraternite medievali degli “clerici vagantes”, studenti erranti che componevano poesie satiriche e canzoni goliardiche come quelle raccolte nei Carmina Burana. Durante il XIX e XX secolo, la goliardia padovana si strutturò in modi sempre più definiti, con la nascita di circoli e sodalizi studenteschi che, ancora oggi, tramandano usanze e tradizioni antiche. Tra questi, spiccano i cosiddetti Ordini Goliardici, organizzazioni che hanno continuato a perpetuare lo spirito goliardico con riti, motti e un codice di comportamento non scritto. Negli anni ‘50 e ‘60, la goliardia padovana visse un periodo particolarmente vivace, con cortei, scherzi goliardici e celebrazioni come il Bòccolo, il dono della rosa rossa alle studentesse il 25 aprile. Le feste goliardiche spesso si tenevano nelle osterie storiche e nei sotterranei dei palazzi universitari. La goliardia padovana è famosa per: 

Canzoni goliardiche, come “Giovinezza è un fiore che non appassisce”, “Alma Mater Studiorum”, e “Bevo e son felice”, cantate in coro durante le feste.

Rituali di iniziazione, in cui le matricole venivano sottoposte a prove scherzose per entrare a far parte della confraternita goliardica.

Divisa goliardica, caratterizzata da una toga o mantello e dal tradizionale feluccone, un copricapo con nappe colorate che indicano il grado del goliardo.

Il Papirus, un documento umoristico che viene regalato al neolaureato con vignette e testi satirici sulla sua carriera universitaria.

Oggi la goliardia padovana esiste ancora, seppur in forma più contenuta rispetto al passato. Gli studenti mantengono viva la tradizione con eventi, canti e scherzi, specialmente nelle facoltà storiche come Medicina, Ingegneria e Giurisprudenza. Tuttavia, il carattere goliardico si è in parte trasformato, adattandosi ai tempi moderni. La goliardia resta un simbolo di spirito universitario, amicizia e amore per la cultura, sempre con un tocco di irriverenza e satira intelligente. Noti anche come Accademie, questi gruppi studenteschi che in passato arrivarono a circa 17, attualmente sono circa 7-8 ancora attivi a Padova. 

L’invito quindi è quello di visitare il Museo appositamente allestito all’interno del Palazzo del Bo, dove sono raccolti cimeli e foto per ritornare indietro nel tempo e vivere lo spirito studentesco universitario.

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