Una Villa Palladiana ritorna agli antichi fasti dopo un’imponente opera di restauro (Pnrr)

Una Villa Palladiana ritorna agli antichi fasti dopo un’imponente opera di restauro (Pnrr)

Villa Barbaro a Maser (TV) è un capolavoro del Rinascimento Veneziano, Patrimonio Unesco dal 1996.

Con questa realizazione commissionata dai nobili Daniele e Marcantonio Barbaro verso il 1550-1560, l’architetto Andrea Palladio unisce funzionalità agricola, studi umanistici e arte, con eccezionali affreschi di Paolo Veronese e stucchi di Alessandro Vittoria, i due massimi artisti dell’epoca per la pittura e la decorazione. 

La villa sorge su un preesistente edificio medievale, trasformato da Palladio in una residenza di campagna elegante e funzionale. I ricchi committenti Daniele Barbaro (patriarca d’Aquileia e umanista) e suo fratello Marcantonio (ambasciatore veneziano) concepirono la villa come luogo di ozio intellettuale e centro di gestione agricola con gli attuali 200 ettari di estensione. Il corpo centrale richiama un tempio romano, affiancato da due barchesse che terminano con colombaie, arricchito da un ninfeo e una peschiera posteriore. Paolo Caliari, detto il Veronese, ha decorato gli interni intorno al 1561 con un celebre ciclo di affreschi, ricco di trompe-l’œil, prospettive illusorie, divinità (Sala dell’Olimpo) e ritratti di vita quotidiana con precisi riferimenti dettati dai proprietari. Alessandro Vittoria ha impreziosito gli ambienti con raffinati stucchi, seguendo l’ordine figurativo degli interni. Dopo i Barbaro, la villa è passata ai Giacomelli nel XIX secolo, poi a Giuseppe Volpi di Misurata nel 1934, il quale avviò importanti restauri, proseguiti dalla figlia Marina con l’architetto Tomaso Buzzi. La villa è tuttora una proprietà privata, visitabile, circondata da vigneti e ospita una Collezione di carrozze e il Tempietto Barbaro, ultima opera del Palladio.

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